Ticket di licenziamento 2026: quanto costa licenziare e quando si paga (senza sorprese)

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Quando si chiude un rapporto di lavoro, oltre agli aspetti “umani” e organizzativi, c’è anche un tema pratico: il costo contributivo legato alla cessazione.

Il ticket di licenziamento è un contributo INPS introdotto dalla Riforma Fornero (L. 92/2012) per finanziare la NASpI.
📌 Attenzione: non è un importo che va al lavoratore, ma un onere a carico del datore di lavoro.


Quanto vale nel 2026

Per il 2026:

  • Massimale mensile NASpI: € 1.584,70

  • Ticket per ogni anno di anzianità: € 649,73 (41% del massimale)

  • Massimo (36 mesi o più): € 1.949,19 (649,73 × 3 anni)

👉 È dovuto anche se il lavoratore poi non chiede la NASpI, perché conta il diritto “potenziale”.


Domande frequenti (quelle che ci fate più spesso)

1) Se il dipendente è part-time, il ticket si riduce?
No: l’orario non incide, il ticket è dovuto in misura piena anche nel part-time.

2) Si può pagare a rate?
No: si versa in un’unica soluzione tramite F24, entro il mese successivo alla risoluzione del rapporto.

3) Vale anche per i contratti a tempo determinato?
No: riguarda solo rapporti subordinati a tempo indeterminato.


Quando si paga (e quando no): casi tipici

In linea generale, il ticket si applica ai licenziamenti (anche disciplinari) e ad alcune ipotesi “tutelate” di cessazione; sono invece esclusi, ad esempio, dimissioni volontarie, pensionamento, scadenza del tempo determinato.

Esempi di situazioni con ticket (SÌ):

  • licenziamento per GMO, GMS, giusta causa;

  • licenziamento al termine/prova; superamento periodo di comporto;

  • alcune risoluzioni consensuali (es. conciliazione ex art. 7 L. 604/1966; offerta di conciliazione ex D.Lgs. 23/2015).

Esempi di situazioni senza ticket (NO):

  • dimissioni volontarie;

  • cessazione tempo determinato;

  • alcune casistiche particolari (es. lavoratore domestico, fine lavori cantiere edile, ecc.).


Focus: licenziamento collettivo (costi che possono aumentare)

Qui serve particolare attenzione perché il costo può crescere molto:

  • Licenziamento collettivo senza accordo sindacale: ticket triplicato.

  • Dal 1° gennaio 2018, per datori tenuti a contribuzione CIGS, il contributo è maggiorato: 82% (anziché 41%) del massimale NASpI per ogni 12 mesi di anzianità negli ultimi 3 anni, fino a 36 mesi; senza accordo sindacale, triplica.


Esempio pratico di calcolo (chiaro e “da agenda”)

Caso del documento:

  • Assunzione: 01/01/2024

  • Licenziamento: 31/01/2026

  • Anzianità: 25 mesi

Regole operative:

  • si considera mese intero quello con prestazione di almeno 15 giorni;

  • calcolo: € 649,73 × (25/12) = € 1.353,60;

  • pagamento in unica soluzione con F24 entro 16/02/2026 (termine della denuncia successiva).


Checklist “zero panico” prima di chiudere un rapporto ✅

  • Il rapporto è a tempo indeterminato? (se è a termine → di regola NO ticket)

  • La causale di cessazione può dare diritto “potenziale” a NASpI?

  • Calcolo anzianità corretta (mese pieno se ≥ 15 giorni)

  • Verifica se è licenziamento collettivo e se c’è accordo sindacale (rischio triplicazione)

  • Pagamento in unica soluzione con F24 entro la scadenza corretta

Se vuoi, con un rapido check dei dati (tipo contratto, causale, anzianità e “scenario” collettivo/individuale) ti diciamo subito se il ticket scatta e quanto pesa.


Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511

📖 Scarica la circolare completa da qui 👉 infostudiolf lavoro – 28.02.2026

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