Negli ultimi anni il POS è diventato “la normalità”. Dal 2026, però, non basta più incassare: l’Agenzia delle Entrate punta a far dialogare pagamento elettronico e certificazione dei corrispettivi, così da aumentare la tracciabilità e ridurre errori (o incongruenze) tra incassi e scontrini.
La cosa importante da sapere subito: non serve un cavo POS–RT
L’abbinamento non richiede un collegamento fisico tra dispositivi: si tratta di un collegamento “logico/telematico” tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
Chi è obbligato (e chi no)
✅ Obbligati
In sintesi: tutti gli esercenti che certificano corrispettivi e incassano pagamenti elettronici.
❌ Esclusi (con attenzione ai casi “misti”)
Sono esclusi dall’obbligo, ad esempio:
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distributori automatici;
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cessioni carburante;
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ricariche veicoli elettrici;
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operazioni esonerate dalla certificazione dei corrispettivi;
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attività che emettono esclusivamente fattura.
⚠️ Però: se lo stesso POS viene usato sia per operazioni certificate sia per operazioni esonerate, il collegamento resta obbligatorio.
“Quale pagamento ho indicato sullo scontrino?”: occhio alle sanzioni
Quando emetti il documento commerciale devi indicare la modalità di pagamento (contanti, elettronico, ticket/buoni).
Se l’indicazione è errata, si applicano le sanzioni previste dall’art. 11, c. 2-quinquies, D.Lgs. 471/1997.
Come si fa il collegamento (in pratica)
1) Se hai un Registratore Telematico (RT)
Nella funzione “Gestione collegamenti” devi associare:
-
la matricola del RT;
-
l’identificativo univoco dei POS utilizzati.
Se hai un server RT con più casse, il collegamento riguarda il server.
2) Se usi “Documento Commerciale online”
Il collegamento si registra nella procedura web, associando i POS utilizzati.
⚠️ Nota pratica: se utilizzi esclusivamente Documento Commerciale online, il collegamento non è delegabile e va fatto personalmente dall’esercente.
Quali dati servono: l’identificativo del POS
POS fisico
È composto da:
-
Terminal ID (matricola POS);
-
codice fiscale dell’Acquirer;
-
denominazione dell’Acquirer.
Se un POS opera con più contratti di convenzionamento → servono più collegamenti.
POS virtuale (pagamenti online)
Identificato da:
-
codice fiscale Acquirer;
-
denominazione Acquirer.
I dati si trovano nel contratto POS o nell’area riservata dell’operatore finanziario.
Un POS può collegarsi a più RT? E viceversa?
Sì: il collegamento può essere
-
multiplo (un POS collegato a più RT),
-
inverso (più POS collegati a un RT).
Per ogni associazione va indicato l’indirizzo dell’unità locale.
Un esempio semplice (che capita spesso)
Negozio con un solo RT ma più “canali” di incasso (POS virtuale + POS fisico con più contratti): in questo caso vanno registrati più collegamenti, uno per ogni combinazione richiesta.
Scadenze: quando va fatto il collegamento?
Le tempistiche cambiano in base alla situazione:
-
POS già attivo con contratto in vigore a gennaio 2026
➡️ prima comunicazione da marzo 2026 ed entro 45 giorni dalla disponibilità della procedura. -
Nuovo POS attivato dopo il 31/01/2026
➡️ dal 6° giorno del 2° mese successivo alla disponibilità del POS ed entro l’ultimo giorno lavorativo di quel mese. -
Modifica di un collegamento già registrato (es. sostituzione POS o RT)
➡️ stesse regole dei nuovi POS.
Esempio operativo: POS attivato il 1° febbraio 2026 → collegamento dal 6 aprile 2026 fino al 30 aprile 2026.
Checklist “zero panico” per gli esercenti ✅
Ecco cosa ti consigliamo di preparare:
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Elenco di tutti i POS usati (fisici + virtuali)
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Per ogni POS fisico: Terminal ID, CF Acquirer, denominazione Acquirer
-
Per ogni POS virtuale: CF Acquirer e denominazione
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Dati del RT (matricola / server RT se più casse)
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Indirizzi delle unità locali (per ogni associazione)
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Verifica “casi misti”: stesso POS per operazioni esonerate e non → collegamento comunque necessario
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Controllo procedura: RT vs Documento Commerciale online (e deleghe possibili)
Il consiglio della Prof.ssa Eva 🐾
“Prima controlliamo, poi decidiamo.” 🔍
Perché qui l’errore tipico è uno solo: dimenticare un POS (magari quello “di scorta” o quello online) e ritrovarsi con incassi elettronici non coerenti.
Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511
Scarica la circolare completa da qui
infostudiolf fisco – 28.02.2026
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