Nel 2026 alcune voci della retribuzione possono essere tassate con imposte sostitutive “agevolate” invece della tassazione ordinaria IRPEF/addizionali. Tradotto: a parità di lordo, aumenta il netto.
Le misure principali sono due:
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Imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti retributivi da rinnovo CCNL
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Imposta sostitutiva al 15% su straordinari, notturni e indennità/maggiorazioni (entro un tetto annuo)
Vediamole in modo semplice, con requisiti e checklist operativa per datori di lavoro e dipendenti.
1) Detassazione al 5% sugli aumenti da rinnovo CCNL
Cosa viene agevolato
Dal 1° gennaio 2026, gli aumenti retributivi riconosciuti per effetto dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro possono essere tassati con imposta sostitutiva al 5% (invece della tassazione ordinaria).
Requisiti principali (in breve)
Per applicare correttamente il 5% devono valere queste condizioni:
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gli aumenti devono derivare esclusivamente da rinnovi di CCNL stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative; gli aumenti devono essere previsti da rinnovi avvenuti nel 2024–2025–2026;
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l’agevolazione riguarda solo gli incrementi retributivi contrattuali, non altre voci (premi, superminimi, ecc.);
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il dipendente deve rispettare il limite reddituale per l’accesso: reddito di lavoro dipendente 2025 ≤ 33.000 euro.
✅ Effetto pratico: aumenta il netto in busta paga senza cambiare il lordo.
2) Detassazione al 15% su straordinario, notturno e indennità
Cosa viene agevolato
Da gennaio 2026 è prevista un’imposta sostitutiva agevolata anche su voci legate all’organizzazione dell’orario di lavoro, tra cui:
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lavoro straordinario;
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lavoro notturno;
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indennità e maggiorazioni previste dal CCNL per turnazioni, disagi o modalità particolari della prestazione.
Requisiti e limite
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le somme devono essere riconducibili alle prestazioni agevolabili;
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le prestazioni devono essere effettivamente rese nel periodo di paga;
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il dipendente deve rispettare il limite reddituale: reddito complessivo 2025 ≤ 40.000 euro.
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l’imposta sostitutiva è al 15% entro il limite di 1.500 euro annui (di importi agevolabili).
3) Moduli dipendenti: perché servono (richiesta o rinuncia)
La circolare precisa che l’applicazione è automatica in busta paga, ma vengono trasmessi modelli da far sottoscrivere ai dipendenti per:
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dichiarare il possesso dei requisiti;
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manifestare, se desiderato, la rinuncia al regime agevolato.
Modulo 5% (aumenti CCNL)
Il dipendente può richiedere l’applicazione del 5% e dichiara che nel 2025 non ha superato 33.000 euro, oppure può rinunciare.
Modulo 15% (straordinario/notturno/festivo)
Il dipendente può richiedere l’applicazione del 15% entro 1.500 euro annui e dichiara che nel 2025 non ha superato 40.000 euro, oppure può rinunciare.
Check-list pratica per l’azienda (HR/amministrazione)
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Identificare i dipendenti potenzialmente interessati (CCNL rinnovato? presenza di straordinari/notturni/indennità?)
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Far firmare i moduli (richiesta o rinuncia) e conservarli in azienda
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Verificare i limiti reddituali 2025 dichiarati dal dipendente (33.000 / 40.000)
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Applicare in busta paga l’imposta sostitutiva corretta (5% o 15%)
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Monitorare il tetto 1.500 euro annui per il 15% (per non sforare)
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Gestire nuovi assunti e variazioni in corso d’anno (moduli e archiviazione)
Check-list per il dipendente (in 30 secondi)
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Nel 2025 ho avuto reddito da lavoro dipendente ≤ 33.000? (per il 5%)
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Nel 2025 ho avuto reddito complessivo ≤ 40.000? (per il 15%)
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Voglio usufruire dell’agevolazione o preferisco rinunciare?
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Firmo e consegno il modulo all’azienda (o allo Studio se gestiamo noi le paghe)
La frase della Prof.ssa Eva 🐾
“Ragazzi, niente panico: guardiamo cosa vi riguarda davvero.” 😄
Se vuoi, ci scrivi e verifichiamo insieme quale misura si applica e quali moduli servono.
Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511
Scarica la circolare completa da qui
infostudiolf lavoro – 15.02.2026
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