Saldo imposta sostitutiva sulla rivalutazione TFR: scadenza 16 febbraio 2026

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Se sei datore di lavoro, c’è una scadenza da segnare subito in agenda: entro il 16 febbraio 2026 va versato il saldo dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione annuale del TFR riferita al 2025.

L’obiettivo di questa “pillola” è semplice: aiutarti a capire chi deve pagare, quanto, e come fare il versamento senza stress.


1) Di che imposta parliamo (in parole semplici)

Ogni anno il TFR accantonato per i dipendenti si rivaluta. Su questa rivalutazione è prevista un’imposta sostitutiva del 17%.

Il pagamento avviene in due passaggi:

  • acconto entro il 16 dicembre (di regola 90% dell’imposta dovuta);

  • saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo (quindi 16 febbraio 2026 per il TFR 2025).


2) Chi è obbligato e chi è escluso

✅ Obbligati

Devono calcolare e versare l’imposta sostitutiva tutti i datori di lavoro che sono sostituti d’imposta.

❌ Esclusi (casi tipici)

  • famiglie che impiegano colf, badanti, baby-sitter (non sono sostituti d’imposta);

  • TFR destinato alla previdenza complementare (segue le regole proprie del fondo pensione);

  • aziende che hanno assunto dipendenti per la prima volta nel 2025, perché non esiste una rivalutazione maturata negli anni precedenti.


3) Come si calcola il saldo da versare (la regola “facile”)

Il saldo da pagare entro il 16 febbraio 2026 è:

Imposta complessiva dovuta (17% sulla rivalutazione TFR 2025)
meno
acconto già versato a dicembre 2025 (tenendo conto del coefficiente definitivo di rivalutazione).

Se hai versato “troppo” a dicembre

Se l’acconto risulta più alto dell’imposta effettivamente dovuta, maturi un credito d’imposta utilizzabile solo in compensazione con F24.

🔎 Nota operativa importante: per questi crediti da eccedenza imposta sostitutiva TFR non serve il visto di conformità sul modello 770 anche se oltre 5.000 €, e non vale l’obbligo di attendere 10 giorni per utilizzare il credito.


4) Acconto già versato: storico o previsionale

Chi ha pagato l’acconto (90%) entro il 16 dicembre 2025 può averlo determinato:

  • con metodo storico (basandosi sull’imposta dovuta per il 2024), oppure

  • con metodo previsionale (stimando la rivalutazione 2025).


5) Come si paga: Modello F24 (codice tributo)

Se dal conguaglio emerge un importo a debito, si versa con F24 indicando:

  • Codice tributo: 1713

  • Descrizione: saldo imposta sostitutiva rivalutazione TFR

  • Anno di riferimento: 2025

  • Scadenza: 16 febbraio 2026


6) Esempio pratico (come nell’informativa)

  • Rivalutazione TFR 2025: 8.000 €

  • Imposta sostitutiva: 17% di 8.000 = 1.360 €

  • Acconto versato a dicembre 2025: 1.200 €
    ➡️ Saldo da versare entro 16 febbraio 2026: 1.360 – 1.200 = 160 €


Checklist “anti-errore” per il datore di lavoro ✅

Prima di inviare l’F24, verifica:

  • Ho controllato la rivalutazione TFR 2025 con il coefficiente definitivo

  • Ho verificato quanto ho pagato come acconto a dicembre 2025

  • Ho calcolato correttamente saldo = imposta totale – acconto

  • Se ho credito: lo uso solo in compensazione

  • In F24 ho indicato codice 1713 e anno 2025

  • Ho rispettato la scadenza: 16 febbraio 2026


Cosa serve allo Studio (per gestirlo in modo rapido)

Per una gestione veloce e corretta, di solito bastano:

  • importo rivalutazione TFR 2025 (o prospetto/estrazione gestionale),

  • delega/F24 acconto di dicembre 2025,

  • eventuali compensazioni da effettuare.


Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511

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