La bozza della Manovra 2026 introduce importanti novità in materia di compensazioni fiscali, che avranno un impatto significativo su imprese e professionisti.
Dal 1° luglio 2026 entreranno in vigore nuove limitazioni all’utilizzo dei crediti d’imposta agevolativi per pagare contributi e premi assicurativi.
🚫 Divieto di compensazione con INPS e INAIL
A partire dal 1° luglio 2026, tutti i contribuenti, non solo banche e assicurazioni, non potranno più utilizzare i crediti d’imposta agevolativi (come quelli per bonus edilizi, Transizione 4.0/5.0, ricerca e sviluppo, ecc.) per compensare:
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i contributi previdenziali e assistenziali (INPS, casse private, gestione separata);
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i premi INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
👉 Sarà quindi possibile usare questi crediti solo per compensare imposte come IRPEF, IRES, IRAP o IVA, ma non più per i debiti previdenziali.
⚠️ Le conseguenze per le imprese
Questa novità potrebbe creare difficoltà alle imprese che si trovano con crediti fiscali accumulati ma anche debiti previdenziali.
Infatti:
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i tempi per poter utilizzare i crediti si allungheranno, riducendo la liquidità immediata;
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se il credito ha una scadenza annuale, la parte non usata andrà persa.
💡 Esempio: nel caso dei bonus edilizi, la quota non utilizzata nell’anno non può essere riportata all’anno successivo né chiesta a rimborso.
💸 Riduzione della soglia di blocco alla compensazione
Sempre dal 1° luglio 2026, la Manovra abbassa a 50.000 euro (dagli attuali 100.000) la soglia di debiti iscritti a ruolo oltre la quale non sarà più possibile compensare alcun credito tramite modello F24.
In pratica:
se un contribuente ha debiti fiscali o previdenziali iscritti a ruolo per oltre 50.000 euro, e non ha in corso una rateazione o sospensione, non potrà utilizzare nessun credito in compensazione fino alla regolarizzazione.
🧭 In sintesi
Dal 2026, la gestione dei crediti e debiti fiscali diventa più rigida:
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compensazioni più limitate,
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controlli più severi,
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e maggiore attenzione ai debiti pendenti.
Una misura che punta a rafforzare la disciplina fiscale, ma che per molte imprese rappresenterà una stretta sulla liquidità e sulla flessibilità nella gestione dei flussi finanziari.
Articolo informativo a cura di Studio La Francesca – Consulenza fiscale e tributaria.
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infostudio 03.11.2025
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